Biografia:

Melodie monotone, lunghissime, ma per questo utili a conciliare il sonno nelle notti d’estate, quando la calura non fa riposare. Era il mio passatempo preferito già da quando possedevo solo una vecchia radio regalatami dal nonno in tenera età. Mi disse "con questa ho ascoltato la proclamazione della Repubblica Italiana".
L’ascolto della banda Am - e delle onde corte poi mi ha sempre affascinato, perché quel gracchiare ha in se qualcosa di misterioso, suoni, non solo musica, che non sai da dove vengono e cosa significano.

Solo successivamente ho saputo che in queste bande operano sì radio pubbliche e private, che riescono ad arrivare da paesi lontani, ma anche pirati e le cosiddette utility, emittenti di servizio che trasmettono comunicazioni spesso intelligibili per le riceventi anche non dotate di particolari dispositivi. Si tratta di comunicazioni fra navi e aerei con stazioni costiere, fra ambasciate e i loro stati, o fra servizi segreti impegnati in attività di controllo.

Le onde medie e soprattutto quelle corte sono sicuramente un mondo che riserva molte sorprese se si ha la pazienza di stare ad ascoltare, anche senza avere particolari apparecchi, dal momento che le comuni radio hanno spesso, oltre la banda Fm e Am, anche quella Sw, la ‘short wave’.Il mio primo vero approccio con la trasmissione radio però avvenne nel lontano 1978 quando mio padre mi regalò un “baracchino” (stazione radio CB), dopo che feci il mio primo incidente con l’altra mia grande passione, la moto, che mi obbligò all’immobilità per qualche tempo.Iniziai così a scoprire questo nuovo mondo che man mano che lo esploravo, faceva crescere in me la voglia di far arrivare la mia voce sempre più lontano.
L’idea di poter conversare via etere, con un corrispondente che si trovava in quello stesso istante dall’altra parte del pianeta, magari di diversa estrazione sociale, cultura, razza o religione e in un epoca in cui internet era solo nei sogni di qualcuno, mi affascinava incredibilmente. Qualche anno dopo venne la prima vera stazione radio OM. Con questa ho praticamente raggiunto ogni dove del globo, coprendo tutti e 5 i continenti, impegnandomi in fantastici DX (collegamenti a lunga distanza) con moltissime stazioni radioamatoriali. Dopo qualche anno di QRX causato da impegni di varia natura, ho deciso di riscoprire questa fantastica invenzione che il nostro grande Guglielmo Marconi ci ha voluto donare.

Questo sito è dedicato ai miei genitori, che favorirono la mia attività radioamatoriale.

La mia stazione è composta da:

YAESU FT-DX5000

Per uso in Fonia in HF + 50MHz.

KENWOOD TS2000

Per le bande VHF and UHF

OM Power 2000+

La potenza della mia stazione.

Antenna Dinamica 6/20 + verticale 30/160 autocostruita

La chiave del mondo.

LogBook On-Line

www.hrdlog.net

Cerca il nominativo su QRZ.com:

La sezione A.R.I. di Tivoli

La Sezione A.R.I. di Tivoli è intitolata a  "Ettore Forte".
In seno al consiglio direttivo della stessa, rivesto la carica di vice presidente. Il sito web di riferimento è www.aritivoli.it 
Insieme con il gruppo di amici O.M. abbiamo effettuato numerose attivazione di referenze censite dal diploma permanente dei castelli italiani oltre ad avere in serbo numerose altre iniziative per le quali t'invito a tener d'occhio il sito web della sezione, nonché l'ormai famosa piattaforma www.radiomercato.com all'interno della quale, oltre  allo spazio dedicato alla sezione A.R.I. di Tivoli vi sono molte altre preziose informazioni che riguardano il mondo radioamatoriale.

Malgrado sono un principiante nel settore mi occupo dalle gestione dei siti web elencati in questo tag. Mi potete comunque contattare via anche via Skipe: "iz0grr"  

La città di Tivoli

Antica città latina con il nome Tibur, chiamata da Virgilio con il titolo di Tibur Superbum(Eneide, Lib. VII) che tuttora campeggia nello stemma cittadino, si vanta di essere più antica di Roma (1215 a.C.).
L'insediamento arcaico nacque e si fortificò sulla riva sinistra dell'Aniene dove sorsero l'acropoli e gli edifici antichi (e tornarono poi ad arroccarsi i cittadini tiburtini del Medioevo), avvantaggiandosi della posizione dominante sul guado che costituiva il percorso più breve per la transumanza delle greggi fra il Tevere e l'Abruzzo, lungo la direttrice che sarebbe poi diventata la via Valeria. Ancor oggi il rione dell'antica acropoli si chiama Castrovetere.

Il fatto che l'antica Tibur fosse punto di confluenza di popolazioni diverse (soprattutto sabini e latini), è confermato dall'esistenza del grande santuario sociale di Ercole Vincitore, classico eroe latino divinizzato, i cui resti sono databili al II secolo a.C., ma che si può facilmente far risalire ad un più antico luogo di culto comune di popolazioni che si incontravano per commerciare. Sistemato nel IV secolo a.C. il contenzioso con Roma in espansione, e riconosciuta municipio romano con la Lex Iulia municipalis nel I secolo a.C., Tivoli divenne fra l'altro sede di molte ville di ricchi romani, come testimoniano i numerosi resti. Quelle ancor oggi note e identificate sono attribuite a Orazio, a Cassio, a Publio Quintilio Varo, a Manlio Vopisco (i cui resti sono incorporati nell'attuale Villa Gregoriana). Il culmine di questi insediamenti fu rappresentato dalla villa di Adriano, nel II secolo.
Nel Medioevo Tivoli fu sede vescovile e fortemente implicata nelle contese feudali. Sempre gelosa della propria indipendenza, ma stretta tra i baroni romani e il feudo benedettino di Subiaco, per sottrarsi al patrimonio vescovile si schierò con i ghibellini; tuttavia questo non le risparmiò di dividersi continuamente in fazioni e di rimanere ostaggio della contesa fra i potenti romani, come i Colonna e gli Orsini, per tornare infine, nel XV secolo, nel patrimonio della Chiesa, del cui stato seguì le sorti. Nel 1867 fu testimone della Campagna dell'Agro Romano per la liberazione di Roma con la colonna garibaldina Pianciani.

Durante la seconda guerra mondiale la città, che si trovava sul percorso della ritirata dei nazisti verso il nord lungo la via Valeria, fu duramente bombardata dall'aviazione anglo-americana, che puntava ad interrompere i collegamenti ferroviari e stradali che da Roma condidevano verso l'Adriatico.
Durante l'occupazione tedesca fu forte la presenza di nuclei partigiani. Ciò comportò sanguinose ritorsioni nonché la distruzione di infrastrutture da parte dei nazisti in ritirata.



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